Prendete una domenica in cui il cielo è coperto di nuvole e il tempo non promette niente di buono. Una di quelle giornate in cui non sai cosa fare. E allora prendi la macchina e inizi a girare senza una meta. È stato proprio così che ho scoperto l’antico borgo di Corvara in Abruzzo, una sorta di borgo fantasma, carico di fascino e bellezza.

È un piccolo borgo medievale di case di pietra aggrappate a uno sperone di roccia ai piedi del monte Aquileio. Siamo sul confine sud orientale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nella provincia di Pescara.

Murale nel borgo antico
Murale nel borgo antico

Al termine della strada, stretta e dissestata, che porta al borgo, parcheggiamo l’auto. Perché a Corvara Vecchia le macchine non sono mai entrate. Qui si gira solo a piedi.

Il borgo antico di Corvara in Abruzzo

E così iniziamo a camminare tra vicoli e le scale di pietra. Portoni e balconi donano un tocco di eleganza alle case, molto antiche e rovinate dal tempo. Mentre gli edifici perimetrali, alti e stretti, ricordano la tipologia delle case muro. Nei secoli passati, quando qui c’era ancora qualcosa da proteggere, dovevano servire per la guardia e la difesa.

I selciati sono invasi dall’erba e nessun rumore tradisce la presenza umana. Le forti raffiche di vento fanno cigolare qualche finestra rimasta aperta da chissà quanto tempo.

Via principale del borgo antico di Corvara
Via principale del borgo antico di Corvara

Il borgo antico di Corvara in Abruzzo sembra completamente disabitato. Ma non dimenticato. In giro qua e là, seppur rari, ci sono segni di vita. Un vaso di fiori su un balcone. Un secchio lasciato fuori da una porta. O una catasta di legna al riparo di un arco.

Eppure questo antico borgo, ora deserto e così difficile da raggiungere, nel passato deve pur aver avuto la sua vita. 

Antichi negozi di Corvara in Abruzzo
Antichi negozi di Corvara in Abruzzo

Sulla piazzetta principale spicca sbiadita l’insegna del bar, ferramenta e lavanderia. Girando tra i vicoli, appare poi la macelleria Al Caprone. E addirittura il Commissariato. Ma non lasciatevi ingannare (io ci sono cascata in pieno): come mi ha fatto gentilmente notare un lettore del blog, si tratta di scenografie cinematografiche. Infatti, il regista abruzzese Maccio Capatonda ha scelto Corvara in Abruzzo come location principale per il film Omicidio all’italiana, uscito nelle sale nel 2017.

Corvara in Abruzzo, da borgo vitale a borgo fantasma

Ma come mai un borgo così bello si è spopolato? Mi chiedo se non sia stato qualche terremoto a cacciare via la gente, come nel caso di Frattura Vecchia. E così, tornata a casa, inizio a cercare informazioni in rete. Ma niente. E allora faccio il numero del Comune di Corvara. Al telefono risponde una signora molto gentile. Finalmente le mie domande hanno una risposta.

Vengo dunque a sapere che nessun evento traumatico ha spopolato Corvara in Abruzzo. Il suo abbandono è stato graduale, ma inesorabile. A partire dal secondo dopoguerra le dure condizioni di vita hanno spinto molti a cercare lavoro fuori. Così alcuni si sono trasferiti nei centri urbani più grandi. Altri sono invece andati a cercare fortuna oltreoceano.

Palazzo nella piazzetta principale
Palazzo nella piazzetta principale

L’inaccessibilità del posto, un decreto di inabilitabilità e la costruzione del nuovo quartiere residenziale a valle hanno poi fatto il resto. Così un po’ alla volta gli abitanti del borgo antico si sono trasferiti nel nuovo centro. Negli anni Ottanta gli ultimi abitanti di Corvara in Abruzzo erano per lo più anziani. Quelli che di lasciare la loro casa non ne volevano proprio sapere. 

Oggi nel paese vecchio abitano in pianta stabile solo due famiglie. E poi ci sono alcune “seconde case”. E così durante la bella stagione il borgo torna ad animarsi per qualche settimana.

Prospettive per il futuro

Ora sembra che ci sia in ballo un progetto di riqualificazione che dovrebbe portare alla costruzione di un albergo diffuso. Certo mettere oggi le mani a case abbandonate da così tanto tempo non è facile. E l’impossibilità di lavorare con mezzi meccanici all’interno del borgo non aiuta.

Voglio comunque pensare che presto a Corvara in Abruzzo possa nascere un albergo diffuso che offra ospitalità ai viaggiatori alla ricerca di luoghi autentici. Ma soprattutto che offra nuove prospettive di valorizzazione a un luogo che si è preservato integro fino a oggi.

E a proposito di valorizzazione, mirabile è l’attività dell’associazione Tutti pazzi per Corvara, impegnata nella tutela del patrimonio culturale legato al borgo.

Come arrivare

Uscendo da Bussi sul Tirino, prendete la strada provinciale 76. Superato Pescosansonesco, arrivate in località Vicenne a Corvara. Da qui imboccate Contrada Le Mandre. Arrivati al cimitero, proseguite sulla stradina a destra e arrivate così al borgo antico di Corvara in Abruzzo.

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2 Commenti

  1. Interessante questo borgo che ho scoperto pochi giorni fa durante un giro in Abruzzo. Hai ragione a dire che ci sono luoghi sconosciuti, comunque fuori dale rotte del grande turismo, che invece meriterebbero di essere visitati. Vorrei però sottolineare che lo spopolamento di Corvara è stato causato dal terremoto della Maiella del 1933.

    • Quando ho visitato Corvara avevo pensato anch’io che l’abbandono fosse da imputare a un terremoto. E in effetti le fonti trovate in rete sembravano confermare questa ipotesi, indicando il terremoto della Maiella del 1933. Tuttavia, cercando maggiori informazioni su questo terremoto, è emerso come i comuni più colpiti si trovassero sul versante chietino della Maiella.
      Alla fine, per cercare di sciogliere i miei dubbi, ho chiamato al Comune di Corvara e lì mi è stato detto che il vero motivo dello spopolamento è dovuto a un decreto di inagibilità per problemi idrogeologici giunto ben dopo il 1933.
      Tuttavia se mi dai le tue fonti, sono disponibilissima a correggere il post!

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