Prendete una domenica in cui il cielo è coperto di nuvole e il tempo non promette niente di buono. Una di quelle giornate in cui non sai cosa fare. E allora prendi la macchina e inizi a girare senza una meta. È stato proprio così che ho scoperto l’antico borgo di Corvara in Abruzzo, una sorta di borgo fantasma, carico di fascino e bellezza.

È un piccolo borgo medievale di case di pietra aggrappate a uno sperone di roccia ai piedi del monte Aquileio. Siamo sul confine sud orientale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nella provincia di Pescara.

Murale nel borgo antico
Murale nel borgo antico

Al termine della strada, stretta e dissestata, che porta al borgo, parcheggiamo l’auto. Perché a Corvara Vecchia le macchine non sono mai entrate. Qui si gira solo a piedi.

Il borgo antico di Corvara in Abruzzo

E così iniziamo a camminare tra vicoli e le scale di pietra. Portoni e balconi donano un tocco di eleganza alle case, molto antiche e rovinate dal tempo. Mentre gli edifici perimetrali, alti e stretti, ricordano la tipologia delle case muro. Nei secoli passati, quando qui c’era ancora qualcosa da proteggere, dovevano servire per la guardia e la difesa.

I selciati sono invasi dall’erba e nessun rumore tradisce la presenza umana. Le forti raffiche di vento fanno cigolare qualche finestra rimasta aperta da chissà quanto tempo.

Via principale del borgo antico di Corvara
Via principale del borgo antico di Corvara

Il borgo antico di Corvara in Abruzzo sembra completamente disabitato. Ma non dimenticato. In giro qua e là, seppur rari, ci sono segni di vita. Un vaso di fiori su un balcone. Un secchio lasciato fuori da una porta. O una catasta di legna al riparo di un arco.

Eppure questo antico borgo, ora deserto e così difficile da raggiungere, nel passato deve pur aver avuto la sua vita. 

Antichi negozi di Corvara in Abruzzo
Antichi negozi di Corvara in Abruzzo

Sulla piazzetta principale spicca sbiadita l’insegna del bar. Che oltre a essere un bar era anche ferramenta e lavanderia. Le due panchine ai lati del negozio dovevano offrire una seduta ai clienti. Chissà quante storie avranno sentito. 

E c’era la macelleria Al Caprone. E addirittura c’era anche il Commissariato, a cui si accedeva varcando un elegante e austero portone. La scritta Commissariato è forse una delle cose che meglio ha saputo difendersi dai secoli di abbandono. 

L'antico Commissariato
L’antico Commissariato

Scendendo via principale del borgo, si arriva all’antico municipio e alla chiesa di Sant’Andrea Apostolo. O meglio alla torre campanaria, perché oggi la chiesa non c’è più.

Corvara in Abruzzo, da borgo vitale a borgo fantasma

Ma come mai un paese così si è spopolato? Mi chiedo se non sia stato qualche terremoto a cacciare via la gente, come nel caso di Frattura Vecchia. E così, tornata a casa, inizio a cercare informazioni in rete. Ma niente. E allora chiamo al Comune di Corvara. Al telefono risponde una signora molto gentile. Finalmente le mie domande hanno una risposta.

Vengo dunque a sapere che nessun evento traumatico ha spopolato Corvara in Abruzzo. Il suo abbandono è stato graduale, ma inesorabile. A partire dal secondo dopoguerra le dure condizioni di vita hanno spinto molti a cercare lavoro fuori. Così alcuni si sono trasferiti nei centri urbani più grandi. Altri sono invece andati a cercare fortuna oltreoceano.

Palazzo nella piazzetta principale
Palazzo nella piazzetta principale

L’inaccessibilità del posto, un decreto di inabilitabilità e la costruzione del nuovo quartiere residenziale a valle hanno poi fatto il resto. Così un po’ alla volta gli abitanti del borgo antico si sono trasferiti nel nuovo centro. Negli anni Ottanta gli ultimi abitanti di Corvara in Abruzzo erano per lo più anziani. Quelli che di lasciare la loro casa non ne volevano proprio sapere. 

Oggi nel paese vecchio abitano in pianta stabile solo due famiglie. E poi ci sono alcune “seconde case”. E così durante la bella stagione il borgo torna ad animarsi per qualche settimana.

Prospettive per il futuro

Ora sembra che ci sia in ballo un progetto di riqualificazione che dovrebbe portare alla costruzione di un albergo diffuso. Certo mettere oggi le mani a case abbandonate da così tanto tempo non è facile. E l’impossibilità di lavorare con mezzi meccanici all’interno del borgo non aiuta.

Voglio comunque pensare che presto a Corvara in Abruzzo possa nascere un albergo diffuso che offra ospitalità ai viaggiatori alla ricerca di luoghi autentici. Ma soprattutto che offra nuove prospettive di valorizzazione a un luogo che si è preservato integro fino a oggi.

E a proposito di valorizzazione, mirabile è l’attività dell’associazione Tutti pazzi per Corvara, impegnata nella tutela del patrimonio culturale legato al borgo.

Come arrivare

Uscendo da Bussi sul Tirino, prendete la strada provinciale 76. Superato Pescosansonesco, arrivate in località Vicenne a Corvara. Da qui imboccate Contrada Le Mandre. Arrivati al cimitero, proseguite sulla stradina a destra e arrivate così al borgo antico di Corvara in Abruzzo.

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