L’eremo di San Bartolomeo in Legio è uno degli eremi celestiniani più suggestivi d’Abruzzo e una delle tappe fondamentali del Sentiero dello Spirito. Si trova nei pressi di Roccamorice (Pescara), a pochi passi dal monastero di Santo Spirito a Majella. Qui, nascosto sotto uno sperone di roccia e adagiato sopra una cengia, l’eremo domina il Vallone dello Spirito con la sua dimessa solennità.

L’escursione è piacevole e adatta a tutti. L’itinerario inizia dalla località Macchie di Coco e si sviluppa senza difficoltà tecniche lungo il Sentiero dello Spirito. Una volta giunti all’eremo, è possibile proseguire sull’anello della Giumentina, dove lo sguardo spazia dalle vette della Majella e del Gran Sasso al Mare Adriatico. Di qui si raggiunge il piccolo abitato di Decontra di Caramanico, una manciata di case in pietra baciate dal sole e affacciate sulla Valle dell’Orfento.

L’EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO

Il luogo su cui sorge l’eremo era conosciuto dalle genti di queste parti sin dall’antichità e probabilmente in origine era legato a culti pagani. Fu Pietro da Morrone, santo eremita e futuro papa Celestino V, a restaurarlo intorno al 1250. Grazie al suo intervento, fu sistemata la chiesetta e furono ricavate dalla roccia le celle degli eremiti e altri locali indispensabili per la vita quotidiana.

Eremo di San Bartolomeo in Legio
Eremo di San Bartolomeo in Legio

Un frammento di affresco di epoca medievale decora la facciata. Una porticina immette nella chiesa: una piccola stanza illuminata da due finestrelle e un altare con la statua del santo. Dietro l’altare, le minuscole stanzette, che per secoli hanno ospitato gli eremiti dediti alla preghiera e alla meditazione.

Lo stesso Pietro da Morrone ci visse per qualche anno, fino a quando la fama della sua santità aveva iniziato ad attirare un gran numero di fedeli. Celestino decise così di abbandonare l’eremo di San Bartolomeo in Legio e ritirarsi in quello più inaccessibile di San Giovanni all’Orfento.

Eremo di San Bartolomeo in Legio, interno
Interno dell’eremo di San Bartolomeo in Legio

Quattro sono le scale che portano all’eremo. Una, a nord, è ricavata da un buco nella roccia e porta sulla cengia dove si trova l’eremo e una vasca per la raccolta dell’acqua. Quella a sud, oggi impraticabile, scendeva verso la parte posteriore dell’eremo. Altre due scale partono dal centro della balconata e scendono fino al torrente Capo la Vena. Quella di destra è detta la scala santa ed è quella che il 25 agosto di ogni anno i fedeli percorrono con il santo in processione. Il corteo prima si bagna nel torrente, secondo un rituale molto antico, e poi si dirige verso la chiesa di Roccamorice, dove la statua rimane sino al 9 settembre.

Dettagli dell’escursione

  • Località di partenza e arrivo: Località Macchie di Coco – Roccamorice (PE)
  • Tempo di percorrenza: circa 3:00 ore
  • Difficoltà: T/E
  • Dislivello: 200 m
  • Lunghezza del percorso: circa 9 km
  • Segnaletica: Bianco-rossa P e S (Sentiero Parco e Sentiero dello Spirito)
  • Traccia GPS: vai al percorso
  • Periodo consigliato: da aprile a novembre, salvo innevamento
  • Punti acqua: a Decontra ci sono varie fontane
  • Vestiario consigliato: scarpe e bastoni da trekking, pantaloni comodi, calzini di ricambio, zaino con almeno un litro e mezzo d’acqua

Descrizione percorso

Si parcheggia l’auto in località Macchie di Coco, nei pressi dell’omonimo ristorante e B&B, a pochi chilometri da Roccamorice. Da qui si prende, sulla destra, il Sentiero dello Spirito (segnavia bianco-rosso S), che si snoda largo e piano tra i pascoli.

Al primo bivio, segnalato da una croce in ferro, si prende a sinistra, seguendo le indicazioni per l’eremo. Qui il sentiero si fa via via più stretto e procede in discesa a mezza costa, con delle vedute mozzafiato sul Vallone dello Spirito.

Vallone dello Spirito
Vallone dello Spirito

Alla fine del sentiero, un buco scavato nella roccia – la cui discesa è resa agevole dai gradini scolpiti nella pietra – conduce sulla cengia. Qui l’eremo di San Bartolomeo in Legio, incastonato nella roccia, sorprende il visitatore con la sua bellezza.

È un posto da visitare con calma, dove prendersi tutto il tempo per godere del senso di pace e sacralità che lo avvolgono.

Ristorati dalla visita, si riprende il cammino. Si scende la scala santa a destra della balconata e si prosegue fino al fondo del vallone. Attraversato il torrente Capo la Vena, inizia la ripida salita sul versante opposto del vallone, dove l’occhio cerca l’eremo mimetizzato nella roccia.

Alla fine della salita, il sentiero prosegue su erba, sino all’incrocio con la carrareccia che percorre ad anello l’altopiano della Giumentina. Si prende dunque a sinistra e si prosegue in piano, ammirando il meraviglioso panorama e i cumuli di pietre delle antiche capanne a secco.

Altopiano della Giumentina
Altopiano della Giumentina

Dopo una ventina di minuti di piacevole camminata in piano, tra i resti di insediamenti preistorici e greggi di pecore, e si arriva a Decontra. Dalle fontane in pietra disposte in vari punti dell’abitato puoi riempiere la borraccia con ottima acqua fresca. Nell’unico bar e ristorante del paese, invece, hai la possibilità di scegliere tra ottimi panini con formaggio e salumi locali o i piatti tipici della tradizione abruzzese.

Per il ritorno, puoi decidere se completare l’anello della Giumentina o tornare seguendo lo stesso percorso dell’andata.