Un monastero interamente scavato nella montagna da secoli si affaccia su uno degli angoli più belli del Parco Nazionale della Maiella. È l’eremo di Santo Spirito a Maiella, il più spettacolare degli eremi lungo il Cammino di Celestino. Un vero e proprio complesso monastico costruito in verticale, sulle balze rocciose della parete meridionale del Vallone dello Spirito.

Una struttura unica nel suo genere. E certo di grande fascino. Aggrappato alla parete di roccia, il monastero appare stretto nell’abbraccio della montagna. Connubio perfetto tra arte e natura.

Eremo di Santo Spirito a Maiella - Volto scolpito nella parete rocciosa
Eremo di Santo Spirito a Maiella – Volto scolpito nella parete rocciosa

Insomma, l’Eremo di Santo Spirito è uno di quei luoghi da visitare almeno una volta. E di seguito trovate tutte le informaziioni per farlo.

L’Eremo di Santo Spirito: un po’ di storia

Come l’eremo divenne monastero

Il nucleo originario della struttura è l’antichissima grotta. Qui, sin dai secoli più remoti, i primi eremiti avevano trovato un luogo ideale per il ritiro alla vita contemplativa. Ora la grotta si trova sotto la chiesa, nella cripta, e vi si accede attraverso un passaggio esterno.

L’eremo di Santo Spirito a Maiella probabilmente sarebbe rimasto un eremo come molti altri nella zona: una semplice chiesetta rupestre costruita intorno a un più antico luogo di eremitaggio. Un po’ come l’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca o l’eremo di San Bartolomeo in Legio.

Eremo di Santo Spirito a Maiella - Corridoio interno
Eremo di Santo Spirito a Maiella – Corridoio interno

Ma in epoche diverse vi soggiornano due personaggi molto importanti. Il primo è il monaco Desiderio, futuro Papa Vittore III. È lui ad avviare nell’XI secolo i lavori di costruzione della chiesa dedicata al Santo Spirito.

Più tardi, verso la metà del XIII secolo, vi si insedia invece Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V. Pietro, monaco ed eremita, trascorrerà circa sessant’anni tra le montagne della Maiella. E a lui si deve il recupero di molti eremi e luoghi di culto presenti sul territorio. Tra questi c’è anche l’eremo di Santo Spirito a Maiella, che si amplia con la costruzione di due oratori e svariate celle per ospitare il numero crescente di seguaci.

Sempre grazie a Pietro, i monaci eremiti vengono uniti all’Ordine di San Benedetto. E l’antico eremo diventa così un monastero a tutti gli effetti e acquisisce iimportanti privilegi.

Ritratto di Pietro da Morrone
Affresco che ritrae Pietro da Morrone

Da monastero ad abbazia, fino al privilegio papale

Dopo la morte di Celestino V, l’eremo di Santo Spirito conosce un lungo periodo di declino. Solo verso la fine del 1500 il monastero assiste a un nuovo periodo di rinascita, che vede un ulteriore ampliamento, sempre in verticale. Si aggiungono infatti i due piani superiori, con la foresteria, o Casa del Principe, gli orti pensili e l’oratorio della Maddalena. Per raggiungere quest’ultimo, viene costruita la Scala Santa.

Il periodo di rinnovato splendore culmina poi verso la metà del 700. È infatti del 1742 la bolla papale che conferisce all’eremo il privilegio spirituale del Perdono. Per intenderci, lo stesso di cui gode il Santuario della Santa Casa di Loreto.

Ma si sa, i tempi cambiano. E i grandi cambiamenti della storia hanno pesanti ricadute anche in questo angolo remoto della Maiella. Infatti, il regno napoleonico impone la soppressione degli ordini religiosi. E i monaci eremiti di Santo Spirito sono costretti ad abbandonare la tranquillità dell’eremo-abbazia. Così la struttura cade in un lungo periodo di abbandono.

Solo un secolo più tardi, verso la fine dell’800, saranno avviati i lavori di recupero che porteranno l’eremo all’aspetto che oggi possiamo ammirare.

Scala Santa all'interno dell'eremo di Santo Spirito
Eremo di Santo Spirito a Maiella – Scala Santa

Visitare l’Eremo di Santo Spirito a Majella

Da qualche anno l’eremo ha riaperto le porte al pubblico. Per conoscere i periodi e gli orari di apertura, potete rivolgervi direttamente alla Cooperativa Ripa Rossa che gestisce le visite.

Il costo del biglietto d’ingresso è 5 euro. Però il mio consiglio è scegliere la visita guidata. Così, oltre al servizio di guida, permette l’accesso alle aree interdette, come la cripta e l’area della clausura. Il costo del biglietto è di 7 euro, la visita dura circa un’ora e mezza… e ne vale davvero la pena!

Informazioni utili

Come arrivare all’eremo di Santo Spirito

L’eremo di Santo Spirito a Maiella si trova nel Comune di Roccamorice, non distante dagli eremi di San Bartolomeo in Legio e San Giovanni all’Orfento.

Per raggiungerlo, dal centro di Roccamorice proseguite sulla Strada Provinciale 22. Dopo circa 4 chilometri arrivate a un incrocio evidente. Prendete dunque a destra e procedete per 400 metri fino al bivio con lo sterrato che porta a Macchie di Coco. Dunque andate dritti e passate sotto la parete dell’Orso, sede della scuola di arrampicata. E infine, risalendo il fianco del vallone, arrivate al parcheggio dell’eremo di Santo Spirito a Maiella

Infatti questo è l’unico eremo celestiniano raggiungibile direttamente in auto. E dispone anche di un discreto parcheggio.

Dove mangiare

E se dopo la visita all’eremo di Santo Spirito a Maiella volete mangiare, avete due possibilità. Potete infatti optare per un picnic nell’area attrezzata che si trova a 5 minuti di cammino dal parcheggio dell’eremo.

Volete invece sedervi comodi e gustare ottimi piatti della tradizione abruzzese? In questo caso vi consiglio il ristoro Ai Quattro Sentieri. Il ristoro si trova a pochi chilometri dall’eremo, sulla strada provinciale 22 per Roccamorice. Il locale, immerso nel verde, dispone anche di un ampio parcheggio e di un grande prato dove rilassarsi all’ombra degli alberi.

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