Ho scelto l’escursione all’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca per una gita domenicale con due amici alle loro prime uscite in Abruzzo.

Ho cercato un itinerario non lungo e con difficoltà media, ma che offrisse la possibilità di visitare alcune chicche del Parco Nazionale della Maiella. Un buon punto per iniziare a scoprire l’Abruzzo, no?

Una volta visitato l’eremo di Sant’Onofrio, abbiamo deciso di proseguire sul Cammino di Celestino fino all’Abbazia di San Liberatore a Majella.

E da lì è stato un attimo arrivare alle Tombe Rupestri nelle gole del fiume Alento, un piccolo paradiso pieno di fascino e mistero.

L’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca

Meta dell’escursione è l’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca. Più che un eremo vero e proprio, questo è un piccolo complesso eremitico, disposto su due piani. In parte è scavato nella roccia e in parte costruito in muratura.

La piccola chiesa rupestre è stata completamente ristrutturata nel 1948 dai cittadini di Serramonacesca.

Escursione all'eremo di Sant'Onofrio a Serramonacesca - Interno dell'eremo
Interno dell’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca

Una statua posta al centro dell’altare ritrae Sant’Onofrio come un vecchio nudo e coperto da lunghi capelli. 

Due porticine ai lati dell’altare immettono nella Grotta di Sant’Onofrio, da dove partono due cunicoli ancora inesplorati.

Sul lato sinistro della grotta si trova la culla di Sant’Onofrio, una sorta di giaciglio ricavato dalla pietra. Qui fedeli e pellegrini compiono il rito dello strofinamento. La roccia avrebbe infatti virtù taumaturgiche, efficaci contro i dolori della pancia e delle ossa.

Dalla chiesa due archi immettono in altrettanti locali, probabilmente utilizzati un tempo come locali di servizio dagli eremiti. Erano invece quasi sicuramente locali di servizio quelli del piano inferiore.

Escursione all’Eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca: l’itinerario

Escursione all'eremo di Sant'Onofrio a Serramonacesca - Sentiero dello Spirito
Escursione all’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca – sentiero

Dettagli dell’escursione all’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca

  • Località di partenza: Serramonacesca
  • Tempo di percorrenza: 2 ore
  • Difficoltà: E
  • Dislivello: circa 400 metri
  • Lunghezza del percorso: 5 km
  • Segnaletica: S (Sentiero dello Spirito) con segnavia bianco-rosso
  • Tracciato: vai al percorso
  • Periodo consigliato: tutto l’anno, salvo innevamento
  • Punti d’acqua: Piccola fontana vicino all’eremo di Sant’Onofrio
  • Vestiario consigliato: scarpe e bastoncini da trekking, pantaloni comodi, calzini di ricambio, zaino con almeno un litro e mezzo d’acqua.

Se non sei mai stato in montagna o non conosci la zona, non avventurarti da solo sui sentieri.

Su tutto l’Abruzzo operano guide escursioniche e di media montagna per andare alla scoperta di questa bellissima regione in tutta sicurezza

Accesso stradale

Si esce da Serramonacesca prendendo Contrada Brecciarola. Oltrepassato l’accesso al sentiero che porta a Castel Menardo, si prosegue fino al primo gruppetto di case, che compare dopo un tornante. Qui potete parcheggiare l’auto sul ciglio della strada.

Descrizione del percorso dell’escursione all’eremo di Sant’Onofrio a Serramoncesca

L’escursione all’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca inizia sull’unica stradina asfaltata, che sale tra le case ed è segnalata da un paletto bianco-rosso. Alla fine della strada inizia il sentiero.

Proseguendo dunque in ripida salita, ci si immette sul Cammino di Celestino, uno dei cammini più belli da fare in Abruzzo. Dopo un quarto d’ora, arrivate a un bivio. Una freccia in legno indica di prendere a sinistra. Ecco, mancano solo venti minuti all’eremo di Sant’Onofrio.

L’itinerario prosegue ancora in salita. E tra scorci panoramici sul vallone sottostante e sulla Val Pescara (nei giorni limpidi si vede anche il mare), si arriva all’Eremo di Sant’Onofrio.

Una piccola area picnic e una sorgente d’acqua invitano a prendersi qualche minuto per ristorarsi e visitare l’eremo.

Dall’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca all’Abbazia di San Liberatore a Majella

Per il ritorno seguite esattamente lo stesso itinerario dell’andata. E, se strada facendo, desiderate continuare a camminare, potete allungare l’escursione all’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesa sino all’Abbazia di San Liberatore a Majella.

Poco prima di raggiungere la strada asfaltata dell’andata, fate attenzione a un paletto in legno con il segnavia bianco-rosso. Il paletto lo trovate ora sulla vostra sinistra. Proprio di fronte, il Cammino di Celestino inizia la sua discesa nel Vallone dello Spirito, fino a un ponte in legno. 

Superato il ponte, si arriva a una gigante quercia secolare. L’albero avvisa che l’Abbazia di San Liberatore a Majella è vicina. E infatti, dopo qualche minuto compare in lontananza l’imponente torre campanaria.

Abbazia di San Liberatore a Majella
Abbazia di San Liberatore a Majella

La chiesa non è sempre aperta. Ma vale la pena fermarsi a osservare l’esterno, con la facciata romanica, il campanile, i contrafforti e l’abside.

Le Tombe Rupestri nelle gole del fiume Alento

Arrivati a questo punto, cinque minuti di cammino in più non sono niente. E vale davvero la pena fare qualche altro passo per arrivare alle Tombe Rupestri nelle gole del fiume Alento.

Le tombe sono tre fori rettangolari scavati nella roccia su una cengia, all’interno delle gole dell’Alento. Ci sono anche una nicchia e una cappellina con resti di pitture.

Nessuno esattamente sa quando sono state fatte e da chi. Probabilmente si tratta di sepolture da associare alle catacombe cristiane.

Tombe Rupestri fiume Alento
Tombe Rupestri fiume Alento

Il sentiero, facilissimo e molto breve, parte dal lato destro del parco dell’Abbazia di San Liberatore a Majella ed è ben segnalato da cartelli in legno. 

Per tornare alla macchina, si può scegliere di ripercorrere il sentiero fatto all’andata, che ora sarà tutto in salita. Altra possibilità è optare per la comodità della strada asfaltata, per nulla trafficata.

Dove mangiare

Dopo una camminata, chi non desidera sedersi a un tavolo per gustare specialità abruzzesi? Per questo siamo andati sul sicuro e abbiamo scelto il Ristorante Borgo Nuovo a Serramonacesca.

Un antipasto di salumi e formaggi locali, ravioli di ricotta, chitarrina al ragù (la pasta è rigorosamente fatta a mano) e un arrosto misto ci hanno rimesso in piedi. E una genziana a fine pasto ha dato il suo contributo alla digestione.

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