Lungo la splendida Valle del Sagittario, affacciato sulle acque color smeraldo del Lago di Scanno, c’è un borgo che non c’è più. Ci sono la chiesa e il cimitero, la piazza con la fontana. E ci sono anche le case con le stalle e i magazzini. Ma nessuno ci abita da oltre cento anni. È Frattura Vecchia, il borgo fantasma in Abruzzo. Ed è una delle cose da vedere in un viaggio in Abruzzo.

Come arrivare a Frattura Vecchia

Dista solo 8 chilometri da Scanno, in provincia de L’Aquila. Si arriva a Frattura Vecchia attraverso la spettacolare Strada Statale 479 che percorre l’alta valle del Sagittario, con panorami mozzafiato a ogni curva. Una volta raggiunte le sponde del Lago di Scanno, si cerca l’indicazione per la strada che sale sulla montagna.

Una serie di tornanti porta all’ingresso di Frattura Nuova, un piccolo gruppo di case degli anni cinquanta disposte in fila. Qui una stradina sulla sinistra lascia poco dopo spazio allo sterrato che percorre le pendici del monte Genzana, fino a Frattura Vecchia.

Frana del Monte Genzana
Frana del Monte Genzana

Proseguendo a piedi, lo sguardo viene rapito da un panorama incredibile.

Da un lato il paesaggio lunare del monte Genzana con la frana che millenni fa si è staccata e ha bloccato il corso del fiume Sagittario formando il lago di Scanno.

Dall’altro parte, la Valle del Sagittario con i boschi lussureggianti che fanno da cornice al bellissimo borgo di Villalago.

E lo sguardo cerca, in lontananza, le case del borgo disabitato, nascoste tra i resti del castello medievale e la montagna.

Veduta su Frattura Vecchia
Veduta su Frattura Vecchia

Nell’ultimo tratto, lo sterrato aggira le antiche mura di cinta e i ruderi del castello, che sembra voler ancora proteggere il borgo che non c’è più. La chiesetta di San Rocco e il vecchio cimitero, immersi nel verde di un prato, danno il benvenuto al visitatore. Ed eccola Frattura Vecchia, con le sue case squarciate, la fontana, gli orti. Tutto fermo dalla mattina del 13 gennaio 1915.

Da borgo abitato a borgo fantasma

L’abitato era cresciuto dietro l’antico castello, costruito più di mille anni fa a guardia della Valle del Sagittario. Ed era sorto proprio sul terreno formato dai detriti dell’enorme frana del monte Genzana.

Ruderi del castello medievale di Frattura Vecchia
Ruderi del castello medievale di Frattura Vecchia

Nel corso dei secoli, il borgo divenne possedimento di vari signori locali e la sua economia era fiorita nei secoli passati grazie alla pastorizia.

All’inizio del Novecento, Frattura Vecchia è uno dei tanti borghi abruzzesi dediti alla pastorizia e all’agricoltura, dove si tira a campare, tra lavori massacranti, malattie e povertà.

Ma la mattina del 13 gennaio 1915 un violento terremoto scuote l’Abruzzo. Gli altri paesi della zona rimangono praticamente illesi. Ma non Frattura: il terreno franoso amplifica le onde sismiche e il borgo viene raso al suolo.

In quella mattina perdono la vita 105 persone. Per lo più sono anziani, donne e bambini. Troppi bambini: 64 bambini tra gli 0 e i dieci anni. Questo terremoto negli anni a seguire è stato ricordato come il terremoto della Marsica, ma da queste parti viene ricordato come il terremoto dei bambini.

Frattura Vecchia - Casa squarcita dal terremoto
Casa squarcita dal terremoto

A salvarsi furono gli uomini, i pastori che praticavano la transumanza e trascorrevano l’inverno nei climi miti delle Puglie. I sopravvissuti vissero per vent’anni in baracche di legno, in condizioni molto dure. In seguito furono trasferiti nei palazzi in mattone, che si trovano alle spalle di Frattura Nuova, fino alla costruzione dell’abitato attuale.

Frattura Vecchia oggi

Nel corso del tempo nessuno tornò ad abitare qui. Qualche anno fa si cercò di rilanciare il vecchio abitato mettendo sul mercato le vecchie abitazioni a prezzi bassissimi. Alcune case furono acquistate e restaurate, e così durante i mesi estivi o nei fine settimana Frattura torna a popolarsi.

Casa restaurata
Una delle case restaurate a Frattura Vecchia

Frattura oggi è molto amata anche dagli escursionisti. Da qui sono possibili varie escursione e, grazie alla rete di sentieri, è anche possibile pianificare trekking di più giorni.

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