Attenzione, amanti dei cammini! In Abruzzo c’è un nuovo cammino, ancora tutto da scoprire. È il Cammino di Celestino: novanta chilometri da percorrere a piedi in sei giorni nel Parco Nazionale della Maiella.

Un’occasione unica per conoscere a passo lento le abbazie e gli eremi rupestri del Morrone e della Maiella. Luoghi carichi di storia e spiritualità, che raccontano le vicende di Pietro da Morrone, l’eremita divenuto papa Celestino V.

Ma percorrere il Cammino di Celestino significa anche scoprire le ricchezze naturalistiche del Parco Nazionale della Maiella e visitare antichi borghi medievali tra i più belli in Italia.

Punto di partenza è la Badia Morronese di Sulmona, per secoli il più importante complesso celestiniano. E passando per alcuni dei borghi più belli d’Abruzzo, come Pacentro, Roccacaramanico, Caramanico, Decontra, Roccamorice, arriva all’Abbazia di San Liberatore a Maiella a Serramonacesca.

Anche se i luoghi sono antichi, il Cammino di Celestino è recente. Nasce infatti da un ambizioso progetto del Parco Nazionale della Maiella: valorizzare il patrimonio culturale del territorio e promuovere il turismo sostenibile. E così dopo un lungo studio, è stato tracciato il percorso, che unisce antichi sentieri, mulattiere e strade asfaltate (ma solo per brevi tratti).

Eremo di Sant'Onofrio al Morrone
Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

Gli eremi lungo il Cammino di Celestino

Il Cammino di Celestino collega i principali eremi legati alla figura di Celestino V. Sono loro la vera attrazione di questo cammino. E non importa che siate religiosi o no. Vi rapiranno con la loro carica di misticismo. 

Ma per comprendere il valore storico e culturale di questi luoghi è necessario fare qualche passo indietro nella storia.

Chi era Pietro Angeleri?

Pietro da Morrone e l’Ordine dei Celestiniani

Da sempre le grotte e gli anfratti della Maiella hanno attratto eremiti alla ricerca di luoghi isolati dove ritirarsi a vita spirituale. Proprio come Pietro Angeleri, un sacerdote molisano con una forte propensione all’ascetismo.

Intorno al 1230 Pietro si mette in viaggio per Roma per ottenere dal Papa il permesso di farsi eremita e farsi consacrare sacerdote. Ma durante il viaggio si ferma per qualche tempo in vari eremi della Maiella, fino a trascorrere alcuni anni su un eremo del Monte Morrone. Da lì sarà conosciuto come Pietro da Morrone, una delle figure più controverse della storia della Chiesa.

E tra le montagne del Morrone e della Maiella, Pietro trascorre gran parte della sua vita, circa sessant’anni. In questo lungo periodo la fama della sua santità attira un gran numero di seguaci. Nasce così l’ordine dei monaci eremiti, i Celestiniani, poi aggregati ai monaci benedettini. L’ordine diviene un punto di riferimento per le genti abruzzesi, e non solo. E la stima di cui godeva la congregazione è testimoniata dagli importanti possedimenti acquisiti nel corso degli anni.

Ritratto di Pietro da Morrone
Ritratto di Pietro da Morrone all’interno dell’eremo-abbazia di Santo Spirito a Maiella

Da monaco eremita a Papa

Ma la storia dell’eremitismo di Pietro a un certo punto si intreccia con quella della Curia papale. Infatti, la sede pontificia è vacante da diverso tempo e il Conclave non riesce a trovare un nome a cui affidare il papato. Così nel 1294 succede quello che Pietro da Morrone mai si sarebbe aspettato. Viene nominato Papa. La tranquillità della sua vita eremitica ha fine. E inizia la storia travagliata di papa Celestino V.

Difficile per un eremita sostenere gli impegni del papato. E così Celestino V, dopo qualche mese abdica al trono pontificio. È il gran rifiuto che condannerà Pietro da Morrone all’Inferno dantesco.

Gli eremi celestiniani

Ma torniamo all’eremita. Insieme ai confratelli, Pietro restaura e amplia gli antichi eremi disseminati sulle montagne. Alcuni di essi risalgono addirittura all’epoca precristiana. Sono piccoli complessi, costituiti in genere da una chiesetta con annessi delle cellette e luoghi di servizio. E sono ricavati in grotte e cenge aeree sulle pareti rocciose. Molto suggestivi, certo! Ma anche difficili da raggiungere. Sono questi gli eremi celestiniani. Splendidi esempi di architettura medievale, perfettamente inseriti nella natura circostante. 

Eremo di San Bartolomeo in Legio lungo il Cammino di Celestino
Eremo di San Bartolomeo in Legio

Come l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, che dal fianco della montagna veglia sulla valle Peligna. O l’eremo di San Giovanni all’Orfento, il più inaccessibile e spettacolare, e l’eremo di San Bartolomeo in Legio, che, sospeso su una cengia, si affaccia sul sull’omonimo vallone. E che dire dell’Eremo abbazia di Santo Spirito a Maiella? Un vero e proprio complesso monastico articolato su tre piani, che è stato la sede madre dell’ordine celestiniano, fino alla costruzione dell’Abbazia Morronese di Sulmona. E infine, l’Eremo di Sant’Onofrio di Serramonacesca, ricavato da una grotta sotto un salto di roccia.

Il Cammino di Celestino, non solo eremi

Oltre al valore storico e culturale legato agli eremi celestini, il Cammino di Celestino offre molto di più. II percorso permette infatti di apprezzare le ricchezze naturalistiche del Parco Nazionale della Maiella e di visitare meravigliosi borghi medievali.

Un viaggio nel cuore del Parco Nazionale della Maiella

Punto forte del Cammino di Celestino è la bellezza naturalistica del percorso. Infatti il tracciato si sviluppa interamente all’interno del Parco Nazionale della Maiella. E questo permette al pellegrino di godere di un’incredibile varietà di paesaggi. Poi, con un po’ di fortuna, dà anche la possibilità di avvistare animali selvatici, come cervi, caprioli, camosci…

Di tappa in tappa, si passa dalle campagne alle pendici del Morrone alle selvagge e rigogliose Gole dell’Orfento. Poi si sale verso Fonte Tettone tra pascoli montani frequentati dalle greggi. E una volta alla Maielletta, a quasi 2000 metri di quota, lo sguardo è rapito dal magnifico panorama che spazia fino al mare Adriatico. 

Sentiero Cammino di Celestino
Sentiero Cammino di Celestino

Si scende poi verso Roccamorice, passando all’interno di una suggestiva faggetta, che sembra uscita da un libro di fiabe. E infine, tra i Comuni di Roccamorice e Lettomanoppello, ecco il paesaggio agropastorale, con le tipiche capanne di pietra a secco a forma di tholos

Insomma, quanto a paesaggi, il Cammino di Celestino è tutt’altro che monotono.

I borghi medievali del Cammino di Celestino

Percorre il Cammino di Celestino significa anche visitare antichi borghi di grande bellezza. Tra i luoghi che meritano una visita c’è Sulmona, città natale del poeta Ovidio e patria dei confetti più famosi al mondo. C’è poi Pacentro, uno dei borghi più belli d’Italia, dove le tre torri del castello Caldora sorvegliano la valle Peligna. 

Il borgo di Roccacaramanico lungo il Cammino di Celestino
Il borgo di Roccacaramanico

Da non perdere una sosta a Roccacaramanico, con la sua piazzetta affacciata sul Monte Amaro, la vetta più alta del complesso della Maiella. 

Tra i borghi più belli d’Italia c’è anche Caramanico Terme. Qui non potete perdere l’antico quartiere di San Maurizio e la meravigliosa chiesa quattrocentesca di Santa Maria Maggiore. E potete anche concedervi qualche momento di relax nella piscina di qualche albergo.

Oltre alla bellezza dei centri abitati, sarete colpiti dall’accoglienza che l’Abruzzo non manca di offrire ai suoi visitatori… insieme ovviamente all’ottima cucina tradizionale.

Ma come organizzare il Cammino di Celestino in autonomia? Dove ritirare la Charta Peregrini? E come ottenere i timbri e il Testimonium? Dove dormire e cosa mettere nello zaino? Trovate le risposte a queste ed altre domande nel prossimo articolo.

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