È immerso nella natura incontaminata del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nella provincia di Teramo. E oltre a essere uno dei borghi più belli d’Italia, Castelli è famosa in tutto il mondo per la produzione di maioliche. Sono le ceramiche di Castelli.

Arrivo a Castelli con il desiderio di conoscere l’arte della maiolica. Cammino per le vie del centro storico e mi soffermo a osservare le vetrine. Vasi, piatti, servizi da tè e caffè, mattonelle, brocche e soprammobili di tutti i tipi. Tutti in maiolica, dai colori vivaci. E tutti bellissimi.

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Le botteghe dei maestri ceramisti di Castelli

Imbocco così via della Scesa del Borgo e mi imbatto nella bottega Censasorte di Antonio Mancini. Qui incontro il professore Sergio, insegnante di arte e maestro ceramista nella bottega di famiglia. Sergio, con quella gentilezza tipica degli abruzzesi, mi invita a entrare nel laboratorio della sua famiglia.

E inizia così il mio viaggio nel mondo delle ceramiche di Castelli.

Il Maestro Sergio Mancini nella bottega di famiglia
Il Maestro Sergio Mancini nella bottega di famiglia

Scopro gli strumenti dell’arte della ceramica e le diverse fasi della lavorazione. La modellazione dell’argilla e la prima cottura, la decorazione e la seconda cottura. Ogni passaggio della produzione è eseguito come un antico rituale.

E sul forno di ogni bottega, veglia l’immagine di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e del fuoco. A lui si rivolgono gli artigiani affinché il processo di cottura della ceramica vada a buon fine.

Rimango stupita dalla maestria con cui gli artigiani di Castelli modellano l’argilla. Dalle loro mani escono meravigliose opere d’arte, coloratissime. E colori usati sono pochissimi.

Cinque sono infatti i colori tradizionali della tavolozza dei ceramisti castellani: giallo, blu, manganese, verde rame e arancio di Castelli. Tutti ottenuti dai minerali reperibili sul territorio. Solo nell’Ottocento, grazie agli scambi commerciali, nelle botteghe di Castelli entra il rosso.

Gli stile delle ceramiche di Castelli

E tre sono gli stili fondamentali che contraddistinguono le ceramiche di Castelli. L’istoriato castellano, diffuso a partire dal Seicento, viene impiegato per la raffigurazione di paesaggi agresti. Mentre il compendiario, di reminiscenza alessandrina, si caratterizza per l’essenzialità dei tratti e i motivi floreali.

Meno diffuso è lo stile veneziano che vede un largo uso del blu ed viene impiegato nella decorazione dei contenitori destinati a farmacie ed erboristerie.

La storia delle ceramiche di Castelli

La presenza sul territorio delle materie prime necessarie ha favorito la produzione di ceramiche sin dai tempi più antichi. Cave di argilla, boschi di faggio per i forni, corsi d’acqua per l’azionamento dei mulini e giacimenti di minerali da cui ricavare i colori.

Tuttavia l’arte della ceramica raggiunge il suo periodo di massimo splendore nel Rinascimento, con la signoria dei Mendoza. Infatti, questa casata di origine spagnola si stabilisce nel borgo abruzzese nella prima metà del Cinquecento. E grazie alla sua influenza le ceramiche di Castelli entrarono nei palazzi della nobiltà europea.

Le opere delle Ceramiche di Castelli

La chiesa di San Donato

È la Cappella Sistina della maiolica. Così Carlo Levi ha definito la chiesa di San Donato situata fuori dal centro storico, sul Colle della Croce. Il piccolo edificio, sorto come edicola campestre dedicata al culto della Madonna, solo nel Settecento fu intitolato a San Donato.

Sarebbe una semplice chiesetta di paese. Ma i maestri ceramisti di Castelli che l’hanno resa un’opera unica al mondo.

Soffitto della chiesa di San Donato
Soffitto della chiesa di San Donato

Tutto ha inizio nel Cinquecento, con la decisione di ampliare e abbellire la piccola edicola. E sarà la bottega Pompei, nota famiglia di maestri ceramisti, a realizzare la serie di magnifiche mattonelle di stampo rinascimentale per la decorazione del soffitto.

Tuttavia, all’inizio del 1600 si decide di ampliare ulteriormente la struttura. Così le antiche mattonelle rinascimentali vanno a rivestire il pavimento ai piedi dell’altare. Di esse solo 250 esemplari sono arrivate ai nostri giorni e sono conservati al Museo della Ceramica di Castelli.

E ad esse si sostituisce dunque una seconda serie di maioliche seicentesche. Queste ultime sono decorate con le raffigurazioni di personaggi dell’epoca, figure religiose e motivi floreali. E ancor oggi si fanno ammirare sul soffitto della chiesa di San Donato.

In genere la chiesa di San Donato è sempre aperta. Se la doveste trovarla chiusa, potete comunque ammirarne il soffitto attraverso il cancello.

Il Museo delle Ceramiche di Castelli

Il Museo delle Ceramiche di Castelli nasce nel 1984 all’interno dell’antico convento francescano del Cinquecento. Purtroppo l’edificio è inagibile dal terremoto del 2009. E da allora la prestigiosa collezione di ceramiche si è trasferita nel Villaggio Artigiano, nel centro storico.

Pur ridimensionata nella nuova sede, la collezione conserva un grande interesse storico e artistico. Le varie esposizioni consentono di ripercorrere la storia dell’arte della ceramica di Castelli, dal Medioevo al Novecento.

Piatto rinascimentale presso il Museo della Ceramica di Castelli
Piatto rinascimentale presso il Museo della Ceramica di Castelli

Si va dai più antichi frammenti di epoca romana, ai reperti quattrocenteschi, fino alla grande produzione cinquecentesca. Da non perdere le mattonelle rinascimentali del primo soffitto della chiesa di San Donato. Tra i pezzi di maggior valore artistico, meritano inoltre attenzione le opere delle botteghe castellane dei Grue e dei Pompei.

Una sezione è dedicata agli antichi metodi di lavorazione della ceramica. Sono le tecniche di cui i maestri ceramisti castellani si sono serviti fino al secolo scorso, prima dell’arrivo delle moderne tecnologie.

Il Liceo Artistico Grue di Castelli: tra tradizione e innovazione

È la fucina che dal 1906 forgia i talenti dei maestri ceramisti di Castelli. Qui l’arte della ceramica castellana viene custodita e tramandata alle nuove generazioni.

Ma il Liceo Artistico Grue, pur conservando la tradizione, non disprezza certo l’innovazione. Anzi. Grazie alla guida lungimirante dei suoi dirigenti scolastici, la scuola da sempre si proietta verso la contemporaneità.

Ne è uno splendido esempio il Presepe Monumentale: un’installazione di 65 statue in maiolica realizzate dagli studenti dal 1965 al 1975. Nonostante l’opera abbia oltre mezzo secolo, conserva tutta la sua carica innovativa. E non a caso nel corso degli anni è stata esposta in sedi prestigiose. Come Roma, Betlemme, Gerusalemme e Tel Aviv.

C’è poi il Terzo Cielo di Castelli, che accoglie studenti e visitatori nell’atrio del Liceo. L’opera è stata realizzata nel 1954 ed è una rivisitazione in chiave moderna del soffitto della Chiesa di San Donato. Si compone di circa 260 mattonelle ispirate ai maestri dell’arte contemporanea, con ironia e forte spirito di innovazione.

Infine non perdetevi la Raccolta Internazionale di Ceramica Contemporanea, costituita da oltre 500 opere provenienti da tutto il mondo. Una collezione che sottolinea la vocazione internazionale del Liceo Grue.

L’istituto è aperto tutto l’anno. Per visitarlo, vi consiglio di consultare i giorni e gli orari di apertura sul sito ufficiale.

Castelli, non solo ceramica

L’arte ceramica rappresenta l’anima di Castelli. Ma non è tutto. Infatti questo borgo di pietra vanta ricchezze storiche e naturalistiche di grande pregio, che ne fanno uno dei luoghi da visitare in Abruzzo.

Veduta su Castelli dal belvedere
Veduta su Castelli dal belvedere

Perciò non perdetevi il belvedere, nella parte alta del borgo. Da qui si gode la vista del magnifico panorama delle cime più importanti del Gran Sasso. Sulla destra, il Corno Grande e il Corno Piccolo del Gran Sasso disegnano la figura di una donna supina, la bella addormentata.

Ma Castelli è anche un piccolo paradiso per gli amanti della montagna e del trekking. La fitta rete di sentieri offre infatti la possibilità di compiere bellissime escursioni all’interno del Parco Naturale del Gran Sasso e Monti della Laga.

E infine la cucina. Castelli sa inoltre coccolare i suoi visitatori con i suoi eccellenti piatti tipoci. Da non perdere il timballo, i ravioli dolci e le virtù, tutti primi piatti squisiti e caratteristici della zona. I più golosi potranno poi deliziarsi con dolci, come i mostaccioli, i bocconotti e la pizza dolce.

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