Si trova a una manciata di chilometri da Sulmona, in provincia de L’Aquila, ed è uno dei Borghi più belli d’Italia. Pacentro, piccolo centro di origine medievale, si stende alle pendici del Massiccio del Morrone, alle porte del Parco Nazionale della Majella. Ed è una delle tappe del Cammino di Celestino.

Da lontano lo riconosci dalle tre torri del castello caldoresco che alte si stagliano sulla montagna.

Visitarlo significa perdersi tra i vicoli stretti tra le case e i palazzi di pietra, dove si respirano atmosfere d’altri tempi.

Centro storico di Pacentro
Centro storico di Pacentro

Con le sue ricchezze storiche e naturalistiche e un’eccellente cucina tradizionale, Pacentro è il luogo ideale per conoscere l’Abruzzo più autentico.

Una piccola curiosità. Pacentro è il paese di origine del padre di Madonna Veronica Luis Ciccone. Sì, proprio lei, la popstar.

Ecco cosa visitare a Pacentro.

Il centro storico di Pacentro

Arroccato alle falde del Morrone, Pacentro è sorto intorno al castello che nel XI secolo i Longobardi costruirono a difesa della valle Peligna.

Tra XIV e XV secolo Pacentro divenne feudo della casata dei Caldora. I Caldora erano una famiglia di condottieri originaria della Provenza. Figura di spicco è Jacopo Caldora, valoroso uomo di guerra al servizio di Carlo d’Angiò. Ma anche un raffinato uomo di corte, amante del bello e della cultura. E la sua memoria a Pacentro è ancora ben presente, nelle architetture e nelle tradizioni.

Tra gli edifici religiosi merita sicuramente una visita la chiesa seicentesca di Santa Maria della Misericordia, che domina Piazza del Popolo.

Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Pacentro
Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Pacentro

Nell’intrico di vicoli che si snodano tra case e palazzi di pietra, si nascondono suggestivi scorci sul passato. Come il vecchio mulino, dove lo scalpellino Ferdinando de Angelis ora ha il suo laboratorio.

Vicino si trova la preta tonna, o pietra dello scandalo. Qui, secondo la tradizione, i debitori insolventi venivano costretti a mostrarsi nudi ai passanti.

Salendo verso il castello si incontra i canaje, ‘il canale’ in dialetto locale, l’antico lavatoio pubblico in uso fino agli inizi del Novecento.

Scorcio sul centro storico di Pacentro
Scorcio sul centro storico di Pacentro

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Castello Caldoresco, il simbolo di Pacentro

Ed eccolo il castello caldoresco. Con le sue imponenti torri squadrate è il simbolo di Pacentro. Eretto in epoca longobarda a guardia del territorio, il castello prende però il nome dalla casata dei Caldora. Fu infatti Jacopo Caldora a volerne il restauro e il potenziamento, con la costruzione delle torri e di una seconda cinta muraria.

Castello Caldoresco a Pacentro
Castello Caldoresco a Pacentro

Nel corso dei secoli il castello passò nelle mani dei vari signori, i cui stemmi sono ancora visibili sulle mura.

E come ogni castello, anche quello di Pacentro ha le sue leggende. Cercate sulla torre del fantasma (quella a nord-est) la figura femminile. La leggenda racconta che sia il ritratto della moglie di Roberto De Luczinano. La donna sarebbe morta suicida gettandosi dalla torre, dopo aver ricevuto la notizia della morte del marito.

Caduto in abbandono, nel 1959 il Comune di Pacentro ha provveduto al restauro e alla messa in sicurezza della struttura. Oggi è una delle fortificazioni medievali meglio conservate d’Abruzzo ed è possibile visitarlo. Potete prenotare l’ingresso ai numeri 0864 41242 o 340 3254453. Il costo del biglietto è di 2 euro.

La casa di Marlurita

È una delle principali attrazioni di Pacentro. Ed la casa dove Maria Loreta Casali, conosciuta a Pacentro come guaritrice, ha vissuto sino al 1840. La piccola abitazione, dove il tempo sembra essersi fermato a un secolo fa, è ora museo di se stessa. E offre al visitatore un’idea di quella che era un tempo la vita delle persone comuni in un borgo abruzzese.

Casa di Marlurita
Casa di Marlurita

Due stanze in tutto. La cucina con il camino, un tavolo, qualche sedia e i pochi utensili della quotidianità. E la camera con un letto, dove dormiva tutta la famiglia, un baule per custodire i vestiti buoni, i santini. Sotto il letto, la bara. Perchè era giusto essere previdenti e pronti per l’altra vita. Una tenda separa la stanza da letto dal luogo dove veniva tenuto l’asino, al tempo il bene più prezioso per una famiglia povera.

La casa di Marlurita si trova nascosta alla fine del vicolo che parte da Via Santa Maria Maggiore, proprio all’incrocio con Via Madonna di Loreto. La porta è sempre aperta e l’ingresso è gratuito.

L’antico Pastificio Morrone

Non meno interessante è il museo dell’antico pastificio Morrone. Un pastificio nato dall’amore. Dall’amore di Eustachio Cappoli, un giovane di Tocco a Casauria, per una giovane pacentrana. Infatti per amore Eustachio Cappoli abbandonò il vecchio lavoro, si trasferì a Pacentro e aprì questo pastificio.

Ora Sabrina, discendente dei Cappoli, accoglie i visitatori all’interno del museo. E, raccontando la storia dell’antico pastificio, racconta la storia della sua famiglia.

Qui i suoi antenati hanno prodotto pasta dal 1890 al 1949, con macchinari azionati prima dalla forza degli asini, poi dall’energia elettrica.

Museo Pastificio Morrone
Museo Pastificio Morrone a Pacentro

Il museo dell’Antico Pastificio Morrone si trova in via Michele Celidonio, a pochi metri dalla piazza principale. Durante il periodo estivo è aperto tutti i giorni, mentre nel resto dell’anno are su prenotazione. Se volete prenotare la visita potete telefone ad Angela al numero 320 19 77 034 o andare sulla pagina ufficiale. Non si paga un biglietto d’ingresso, ma un’offerta è gradita.

Tradizioni e folclore

Fitto il calendario degli eventi ogni anno animano Pacentro.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è la settimana dei Caldoreschi, la suggestiva rievocazione storica che si tiene a metà agosto. Tra rulli di tamburi, squilli di tromba, processi per stregoneria e usanze cortesi, vengono riproposte scene della Pacentro all’epoca dei Caldora. La nobile famiglia ha avuto infatti il merito di aver portato a Pacentro uno stile di vita improntato ai valori cortesi delle corti provenzali del XIV secolo.

Da non perdere è poi la Corsa degli zingari, l’antico rituale che si tiene la prima domenica di settembre. È l’evento più importante del calendario pacentrano e risale a un rituale antichissimo, forse di epoca pagana. I giovani pacentrani si lanciano dal colle Ardinghi in una folle corsa a piedi nudi fino alla chiesa della Madonna di Loreto, alla quale la manifestazione è dedicata.

Dove mangiare

A Pacentro ci sono vari ristoranti dove assaporare gli ottimi piatti della tradizione abruzzese.

Io consiglio La Taverna de li Caldora, in assoluto uno dei miei ristoranti preferiti in Abruzzo.

Antipasti tipici abruzzesi
Antipasti tipici abruzzesi

Il locale è ricavato all’interno di un edificio storico e dispone di una terrazza con vista meravigliosa. E il personale è gentile e affabile e sa creare un’atmosfera famigliare.

Attenzione: gli antipasti creano dipendenza. Sono tanti e abbondanti, e uno più buono dell’altro. E rinunciarci sarebbe un delitto.

Va da sé che la genziana a fine pasto diventa una necessità.

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