La prima tappa del Cammino di Celestino parte dalla Badia Morronese di Sulmona e arriva in Piazza del Popolo a Pacentro. Per la sua brevità, è da considerare una tappa di “rodaggio”. E questo permette di dedicare del tempo alla visita della Badia Morronese.

La prima parte del percorso si sviluppa su un sentiero, che dapprima procede con dolci saliscendi, poi con una ripida salita che porta all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone. Da qui si torna indietro sino alla Badia Morronese e si continua su un lungo tratto di strada asfaltata. Solo nell’ultima parte si cammina, in salita, su una strada sterrata che porta a Pacentro.

Un consiglio per chi proviene da fuori regione: potete trascorrere la notte prima della partenza a Sulmona. Avrete così la possibilità di visitare una delle città più importanti d’Abruzzo, patria del poeta Ovidio e dei confetti più famosi (e buoni) al mondo. 

La mattina successiva avrete poi tutto il tempo di raggiungere la Badia Morronese. Se già non le avete, qui potete ritirare le credenziali, presso gli Uffici del Parco Nazionale della Maiella. Gli uffici sono aperti solo nei giorni lavorativi. Quindi, per evitare spiacevoli sorprese, vi consiglio di prendere contatti in anticipo. Ho già parlato di come raggiungere la badia e ritirare le credenziali nell’articolo dedicato ai consigli pratici prima di partire per il Cammino di Celestino

Informazioni utili

Sulmona

Sulmona è una delle città più antiche e importanti d’Abruzzo. A livello di servizi, qui potete trovare tutto quello che vi serve. La città offre alimentari, supermercati, negozi sportivi, ristoranti e soluzioni per dormire adatti a tutte le esigenze. Potete quindi scegliere ciò che più vi aggrada.

Pacentro

  • Dormire vi consiglio di prenotare uno dei B&B del centro storico. Così potrete visitare il borgo con calma e avrete i vari servizi a portata di mano senza dover camminare per chilometri.
  • Mangiare, sempre centro storico, ci sono la Taverna de li Caldora e la pizzeria La Fonte.
  • Timbri del Cammino di Celestino: potete timbrare le vostre credenziali presso il Punto informativo del Parco Nazionale della Maiella (Palazzo Tonno in Piazza del Popolo, 7 di fronte alla scalinata di via del Colle) e presso il Castello Caldora
  • Farmacia: Via S. Marco, 23 – 0864 41245
  • Alimentari: Market Diana, via S. Marco, 101 – Tel. 0864 41672.

Il percorso della prima tappa del Cammino di Celestino

  • Località di partenza: Serramonacesca
  • Dislivello in salita: 610 metri
  • Dislivello in discesa: 280 metri
  • Lunghezza del percorso: 13.1 km
  • Segnaletica: simbolo del Cammino di Celestino e segnavia bianco-rosso
  • Punti d’acqua: Fonte d’Amore e Frazione Marane
  • Traccia: da scaricare dal sito del Parco Nazionale della Maiella
Schema altimetrico della prima tappa del Cammino di Celestino
Schema altimetrico della prima tappa del Cammino di Celestino

Il cammino comincia dalla Badia Morronese di Sulmona. Si prende la strada a destra e la si segue fino all’inizio del sentiero S (sulla destra) che porta nei pressi dell’area parcheggio. Qui, sulla sinistra inizia la salita che conduce all’eremo di Sant’Onofrio al Morrone. Questo è il primo degli eremi che si incontrano lungo il Cammino di Celestino. Purtroppo le aperture sono garantite solo nei fine settimana del periodo di alta stagione. In ogni caso è sempre possibile accedere alla grotta posta sotto l’eremo.

Una volta visitato l’eremo, si ripercorre il sentiero in discesa. Qui potete decidere di prendervi qualche minuto per visitare il Tempio di Ercole Curino, a cui si accede da un cancello nei pressi dell’area parcheggio.

Una volta rimessi in cammino, si segue il percorso dell’andata sino alla Badia Morronese. Prendete dunque, sulla sinistra, Via Fonte d’Amore. A un certo punto, sempre sulla sinistra, trovate l’omonima area di sosta con una fontana. Proseguite dunque sempre dritti su Via Marane Santa Lucia e su via Vicenne, in località Marane. Qui prestate attenzione alle indicazioni del Cammino di Celestino: vi indicheranno di prendere uno sterrato sulla sinistra. Dopo qualche metro passerete accanto a una discarica, preannunciata dal cattivo odore. Certo, non è un bel vedere (e nemmeno un bel sentire). Mentre percorrevo questo tratto ho pensato: che schifo! Ma camminare significa anche riflettere. E quella discarica è stato un ottimo spunto di riflessione sulle mie (e nostre) abitudini di consumo…

Ma torniamo a noi. Poco dopo la discarica, sempre in località Marane, il cammino procede sul sentiero Q10. Qui il paesaggio inizia a farsi sempre più bello. Nell’ultimo tratto procede in ripida salita, ma la bellezza del ruscello che scorre accanto allo sterrato allevia la fatica. Ormai in lontananza inizia a farsi scorgere il borgo di Pacentro: la tappa è praticamente giunta al suo termine.

Prima tappa del Cammino di Celestino: cosa vedere

Badia Morronese di Sulmona

I tappa del Cammino di Celestino, Badia Morronese di Sulmona
Prima tappa del Cammino di Celestino, Badia Morronese di Sulmona

La Badia Morronese di Sulmona, o Abbazia di Santo Spirito al Morrone, è stata il più grande complesso celestiniano. La struttura è enorme. Le mura di cinta, con quattro torri squadrate agli angoli, racchiudono la monumentale chiesa settecentesca e il monastero, articolato intorno ai cinque giardini interni. 

L’abbazia fu costruita per volere di Pietro da Morrone intorno alla metà del 1200, sul luogo di un’antica cappella votiva dedicata a Santa Maria del Morrone. E già sul finire del XIII secolo divenne la sede dell’Abate Generale dell’Ordine dei Padri Celestini.

Il complesso monastico assunse sempre più importanza. E lo testimoniano i lavori di ampliamento a cui fu sottoposto nel corso del tempo. Tuttavia l’attuale aspetto barocco risale in gran parte ai lavori di ricostruzione seguiti al terremoto del 1706.

Con la soppressione degli ordini monastici imposta da Napoleone nel 1809, l’abbazia divenne prima ospizio, poi carcere fino al 1993. Fortunatamente negli ultimi anni la struttura è divenuta sede della Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione Abruzzo e del Parco Nazionale della Maiella. E questo ha permesso l’avvio dei lavori di restauro che l’hanno riportata all’antico splendore.

I giorni e gli orari di apertura della Badia variano a seconda dei periodi dell’anno. Per questo vi consiglio di consultare il sito ufficiale e in ogni caso di prendere contatti telefonici. Il costo del biglietto d’ingresso è 4 euro e include la visita guidata. 

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

Questo primo eremo del Cammino di Celestino è l’ultimo fatto costruire da Pietro da Morrone prima del pontificato. Secondo la storia Pietro, che non volle mai stabilirsi nella Badia Morronese, visse in questo eremo per un anno, tra il 1293 e il 1294. Qui giunse Carlo d’Angiò con il suo seguito per annunciargli l’elezione al soglio pontificio e condurlo alla Basilica di Collemaggio a L’Aquila per l’incoronazione. E qui, dopo soli 4 mesi di pontificato, tornò, in fuga da Roma. 

Nucleo originario del complesso è la grotta, dove secondo la leggenda si trova il giaciglio in pietra che fu di Pietro da Morrone. Per i fedeli il giaciglio ha virtù taumaturgiche contro i dolori alle ossa e alle articolazioni. E per questo è usanza stendervisi per qualche secondo. 

Alla fine del XIII secolo la struttura è stata ampliata con la costruzione della chiesetta, l’oratorio e gli altri locali di servizio per i monaci-eremiti. Di particolare interesse gli affreschi medievali dell’oratorio, che presentano un raro ritratto di Pietro da Morrone nelle vesti di monaco.

Nel 1902 l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone è stato dichiarato monumento nazionale. Ma alle guerre non importa nulla di arte e bellezza. E così i bombardamenti della seconda guerra mondiale non risparmiarono nemmeno questo luogo di spiritualità. I danni furono ingenti, ma i lavori di ricostruzione riuscirono a mettere in sicurezza la struttura e ne mantennero l’impianto originario. Fortunatamente, gli affreschi dell’oratorio sono rimasti illesi.

Santuario di Ercole Curino

Si trova proprio sotto l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone ed è un santuario italico dedicato a Ercole, divinità a cui le popolazioni di queste zone erano particolarmente devote. I resti emersi nel corso degli scavi testimoniano che qui doveva sorgere un santuario molto grande, con un ingresso monumentale, due terrazzamenti e un imponente podio.

Tra i reperti più importanti portati alla luce in quest’area, la statua di Ercole Curino, oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti.

Pacentro

Pacentro è uno dei borghi più belli d’Italia, ricco di storia e tradizioni. Il Castello Caldora è sicuramente l’attrazione principale del borgo. Ma non perdetevi all’interno del centro storico la casa di Marlurita, il vecchio mulino e l’antico pastificio Morrone. Nel mio articolo su cosa visitare a Pacentro trovate tutte le informazioni e i contatti.

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