La quarta tappa del Cammino di Celestino porta da Decontra di Caramanico a Fonte Tettone, in località Maielletta. E passa per l’Eremo di San Giovanni all’Orfento e il rifugio Di Marco.

La prima parte del percorso si sviluppa nella Riserva della Valle dell’Orfento. Ma questa volta non all’interno del canyon, bensì nella parte alta, lungo uno stretto sentiero in salita ed esposto al sole. D’altra parte salita ed esposizione al sole sono le costanti di questa tappa. Per questo nelle giornate calde è bene partire di buon’ora. 

Tuttavia lo spettacolo è garantito. Nel primo tratto lo sguardo è rapito dal massiccio del Gran Sasso, che sembra lì, a due passi. Si passa poi all’interno della bellissima faggetta di Pianagrande, ma solo per un breve tratto. E, a mano a mano che ci si alza di quota, il panorama offerto dalle vette della Maiella è spettacolare. Infine, nell’ultimo tratto, ecco i bellissimi prati d’alta quota della Maielletta. Qui e fino a Fonte Tettone, a quasi 2000 metri di quota, la vista spazia sulla Val Pescara e sul mare Adriatico. Nelle giornate terse, si arriva a vedere il Conero. Ditemi un po’, dove la trovate una montagna vista mare? 

Certo, il prezzo di tanta bellezza è la fatica. Gli oltre mille metri di dislivello e la quasi costante esposizione al sole rendono questa tappa molto impegnativa. La buona notizia è che lungo il percorso si trovano diversi fontanili per riempire le borracce.

Informazioni utili

Per dormire e mangiare nei pressi di Fonte Tettone, in località Maielletta, ci sono tre strutture:

  • Hotel Mammarosa: dispone di camere confortevoli, un bel ristorante e un bar con una piccola rivendita di prodotti per escursionisti (cerotti, creme solari, occhiali). Tuttavia l’hotel è aperto durante la stagione sciistica e l’estate. Nei periodi di bassa stagione in genere è chiuso.
  • Lo Chalet Maielletta WE: è un ristoro molto apprezzato da escursionisti e sciatori. Nell’area esterne è possibile dormire in tenda. Tuttavia, anche in questo caso, l’apertura è garantita solo nei periodi di alta stagione.
  • Rifugio Pomilio: si trova a un centinaio di metri più in alto rispetto alle altre due strutture e per raggiungerlo è necessario compiere una deviazione dal percorso. Ma ha il vantaggio di essere aperto tutto l’anno. Dispone di un buon ristorante e al piano superiore ha dei dormitori con letto a castello e bagno condiviso. Unico neo per i pellegrini è che serve il sacco a pelo.

Il percorso della quarta tappa del Cammino di Celestino

  • Località di partenza: Decontra di Caramanico
  • Località di arrivo: Fonte Tettone
  • Dislivello in salita: 1291 metri
  • Dislivello in discesa: 456 metri
  • Lunghezza del percorso: 13,7 km
  • Segnaletica: simbolo del Cammino di Celestino e segnavia bianco-rosso
  • Punti d’acqua: 3 fontanili prima della faggeta di Pianagrande. Fonte Centiata, che si raggiunge con una piccola deviazione (ben segnalata) poco dopo l’Eremo di San Giovanni all’Orfento. Invece, il fontanile nei pressi del Rifugio di Marco in genere non è secco. Attenzione però, in piena estate la presenza di acqua nei fontanili non sempre è garantita. Chiedete informazioni al personale del Parco Nazionale della Maiella.
  • Traccia: da scaricare dal Sito del Parco Nazionale della Maiella. Tuttavia un’ordinanza attualmente vieta il passaggio sulla cengia che porta all’Eremo di San Giovanni all’Orfento. Più sotto spiego la variazione del percorso.
Schema altimetrico della quarta tappa del Cammino di Celestino
Schema altimetrico della quarta tappa del Cammino di Celestino

Quarta Tappa del Cammino di Celestino: da Decontra all’Eremo di San Giovanni all’Orfento

La quarta tappa del Cammino di Celestino inizia subito con una bella salita. Si esce da Decontra seguendo le indicazioni del cammino, si prende il sentiero P (una comoda sterrata) e lo si segue per circa 400 metri. Lungo questa tratto è presente una piccola fontana, il primo dei tre punti d’acqua prima di raggiungere la faggeta di Pianagrande.

In corrispondenza di un’evidente curva a sinistra, si prende il sentiero B1, indicato dal segnavia bianco-rosso. Inizia così la salita lungo i pascoli di Decontra, punteggiati da muretti e capanne in pietra a secco. Lungo questo tratto incontrate due grandi fontanili: il primo poco dopo uno stazzo in abbandono, il secondo prima dell’inizio della faggeta di Pianagrande. Consiglio di approfittare di quest’ultimo per riempire le borracce.

Subito dopo il fontanile, il sentiero si immette nuovamente sullo sterrato che sale a Pianagrande. Una volta arrivati alla sbarra di Pianagrande, le indicazioni vi guidano verso il sentiero S che parte sulla vostra destra. Però troverete anche un cartello che vieta il transito sul sentiero. Infatti un’ordinanza ha interdetto il passaggio su questo tratto per via della forte esposizione al vuoto della cengia che porta all’eremo. Dovete quindi rimanere sul sentiero B1, attraversare la sbarra e procedere sullo sterrato, all’ombra della faggeta.

Poco dopo essere usciti dalla faggeta, la segnaletica indica di prendere il sentiero S che parte sulla destra. Scendete dunque all’interno della faggeta, prima su sentiero, poi su scalini scavati nella roccia. E in circa 20 minuti arrivate all’Eremo di San Giovanni all’Orfento.

Panorama sulla Maiella da Pianagrande lungo il sentiero B1
Panorama sulla Maiella da Pianagrande lungo il sentiero B1

Quarta Tappa del Cammino di Celestino: dall’Eremo di San Giovanni all’Orfento a Fonte Tettone

Dall’eremo di San Giovanni all’Orfento si torna dunque sul sentiero B1 e si continua a camminare sul comodo sterrato. Dopo circa 1,3 km troverete delle indicazioni per Fonte Centiata. Se avete bisogno acqua, vi consigllio di fare la deviazione per rifornirvi di acqua. Infatti, non troverete altri fontanili fino alla fine della tappa.

Continuando sul sentiero B1 in circa un’ora di cammino, arrivate al Rifugio M. Di Marco. Il rifugio, non gestito, dispone di una stanza con un tavolo e delle panche. Se volete fermarvi per il pranzo, questo è il posto giusto. Ma attenzione la struttura è abitata da due topolini che verranno a reclamare qualche pezzo di pane. Nei pressi del rifugio si trova un vecchio stazzo, usato fino a qualche decennio fa per il ricovero delle pecore.

Il sentiero procede in salita e attraversa i prati della Maielletta. Qui a ogni passo il panorama diventa sempre più spettacolare. Continuate sul sentiero B1 fino all’incrocio con il sentiero P che vi condurrà a Fonte Tettone. Se però avete intenzione di pernottare al Rifugio Pomilio, vi consiglio di risalire verso est le piste da sci verso est. In questo caso a raggiungerete Fonte Tettone il mattino dopo. 

Quarta tappa del Cammino di Celestino: cosa vedere

Eremo di San Giovanni all’Orfento

È il più inaccessibile degli eremi celestiniani. E forse proprio per questo è stato scelto da Pietro da Morrone per ritirarsi in preghiera in diversi periodi della sua vicenda eremitica. L’eremo di compone di due locali interamente ricavati all’interno di una cavità nella roccia, al di sopra di una grotta. Il primo dei due locali è una semplice cella squadrata con alcune nicchie scavate nelle pareti, il secondo è invece una stanzetta con volta a botte e un piccolo altare. Lungo le pareti sono ricavati altri vani con nicchie che forse servivano come ripostiglio.  

Ora si accede all’eremo attraverso una serie di scalini scavati nella parete rocciosa. E nell’ultimo tratto è necessario strisciare a pancia a terra, sospesi nel vuoto. Ma non è sempre stato così. Secondo delle ricostruzioni, ai tempi di Pietro da Morrone l’eremo era reso sicuro da dei parapetti e delle strutture in legno. Certo, non sarebbe una cattiva idea rimettere in sicurezza il luogo in vista dello sviluppo del Cammino di Celestino nell’ambito del turismo sostenibile.

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