Val Cervara, la foresta vetusta patrimonio dell’UNESCO

Sembra la foresta incantata di una fiaba della Disney. E invece è la foresta vetusta di Val Cervara, uno dei luoghi più suggestivi e selvaggi d’Italia, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Faggi secolari nella foresta vetusta di Val Cervara
Faggi secolari nella foresta vetusta di Val Cervara

Con i suoi giganteschi faggi di oltre 5 secoli, è la faggeta più antica d’Europa e una delle foreste vetuste più importanti dell’emisfero settentrionale. Per questo motivo è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO.

Siamo nel territorio del comune di Villavallelonga, caratteristico borgo di pietra, in provincia de L’Aquila e a soli 130 km da Roma. Qui, tra i monti della marsica, in questa faggeta secolare, a una quota di 1600 metri, l’orso bruno marsicano, il lupo e il camoscio appenninico hanno trovato il loro habitat ideale. E tutto ciò grazie all’istituzione della Riserva naturale integrale Val Cervara, al lavoro del personale del Parco Nazionale e all’amore degli abitanti di Villavallelonga.

Escursione alla Val Cervara… e al monte Marcolano

Ho scoperto la Val Cervara grazie all’escursione organizzata dall’associazione dei Folletti del Morrone, in collaborazione con il Comitato per la Tutela e la Conservazione del Patrimonio Naturale di Villavallelonga.

E mi sono innamorata di questo luogo, così antico e selvaggio, che voglio inserire tra le cose da vedere in Abruzzo in un viaggio a passo lento.

Originariamente l’escursione doveva svolgersi solo sul sentiero R5, che attraversa la faggetta e arriva alla Sorgente Puzza. Ma i Folletti del Morrone è gente che cammina. E se cammina! E così l’escursione si è allungata sino alla vetta del Monte Marcolano con un percorso ad anello.

Veduta sul monte Marcolano dal belvedere di Val Cervara
Veduta sul monte Marcolano dal belvedere di Val Cervara

Ecco dunque la descrizione del percorso e alcuni suggerimenti per visitare questa foresta meravigliosa.

Caratteristiche del percorso

  • Località di partenza: Chiesa della Madonna della Lanna in località Prati d’Angro – Villavallelonga (AQ)
  • Tempo di percorrenza: circa 6 ore
  • Lunghezza del percorso: 18 km
  • Difficoltà: E
  • Dislivello: 1600 m
  • Segnaletica: R5 – T6 
  • Traccia GPS: vai al percorso
  • Periodo consigliato: tutto l’anno
  • Punti d’acqua: nella prima parte del percorso, all’interno della faggetta si trovano alcune fontane. Tuttavia consiglio di partire con almeno 1,5 l d’acqua.

Descrizione del percorso

Si parcheggia l’auto nei pressi della Chiesa della Madonna della Lanna, in località Prati d’Angro, fuori da Villavallelonga. Da qui si imbocca la strada asfaltata e la si percorre per circa 3 chilometri.

Chiesa della Madonna della Lanna a Prati d'Angro
Chiesa della Madonna della Lanna a Prati d’Angro

Un cartello in legno sulla sinistra e una fontana sulla destra indicano finalmente  l’ingresso nella foresta vetusta. Dà il benvenuto al visitatore un grande faggio, secco e spoglio, elemento fondamentale in una foresta vetusta, perchè habitat di moltissime specie di insetti.

Faggio all'ingresso della foresta vetusta
Faggio all’ingresso della foresta vetusta

Il percorso prosegue dunque in salita con lievi dislivelli lungo un torrente, in secca durante i mesi estivi. Raccomando di prestare molta attenzione alla segnaletica, a dire il vero non troppo presente. Nel punto in cui il sentiero abbandona il letto del torrente, inizia una ripida e lunga salita che termina con uno spettacolare belvedere sul monte Marcolano. Il sentiero sale ancora un po’ sino al prato dove si trova la Sorgente Puzza, una pozza d’acqua in secca durante i mesi più caldi. Qui termina il sentiero R5. 

A questo punto è d’obbligo una pausa all’ombra degli alberi, sia per mangiare qualcosa sia per godere del magnifico panorama sui monti circostanti.

Veduta sui monti marsicani dalla sorgente Puzza
Veduta sui monti marsicani dalla sorgente Puzza

Da qui puoi scegliere se tornare al punto di partenza ripercorrendo il sentiero R5 o se proseguire fino al monte Marcolano. Se sei ben allenato, ti consiglio di proseguire. Ne vale davvero la pena!

Dalla sorgente Puzza al monte Marcolano

Si prende dunque il sentiero T6 che attraversa la sella e percorre a mezza costa la Macchia Petrosa, con panorami spettacolari sulle montagne intorno.

Veduta panoramica dal sentiero a mezza costa sul monte Marcolano
Veduta panoramica dal sentiero a mezza costa sul monte Marcolano

Una breve deviazione porta al fino alla vetta del Monte Marcolano, segnalata da un ometto.

La discesa avviene sul versante occidentale del monte, fino a immetterti sul sentiero T6 che da qui procede in ripida discesa fino a una sterrata. Si prende dunque sulla destra e, dopo circa 10 minuti di cammino si prende nuovamente sulla destra la strada asfaltata che porta al parcheggio.

Alcuni consigli 

Non sono una guida di montagna, ma una semplice escursionista che ama trascorrere il proprio tempo libero nella natura. Perciò ti consiglio di fare come me. Se non conosci i posti e non hai gli strumenti per affrontare in autonomia l’escursione, ti consiglio di rivolgerti a una guida esperta. Puoi chiedere informazioni direttamente al Parco Nazionale d’Abruzzo, Molise e Lazio.

Ricorda poi che la  Val Cervara è una Riserva naturale integrale ed è patrimonio dell’umanità. Gli enormi faggi ultracentenari hanno piantato le radici qui, tra i monti marsicani, cinquecento anni fa e gli esemplari più antichi arrivano a 560 anni. Sono sopravvissuti a guerre, siccità, terremoti e, grazie all’isolamento della zona prima e alla tutela degli enti locali poi, sono arrivati ai nostri giorni.

Abbine cura! Non comportarti come un umano, ma comportati come un animale: del tuo passaggio non lasciare niente se non le impronte dei tuoi piedi!